Il Museo

Nella centrale via Duomo a Napoli sorge un Museo che per qualità delle sue raccolte e per l’innovativa concezione con cui fu progettato più di un secolo fa, è un bene inestimabile da difendere e tenere in vita.

Il Museo fu fortemente voluto dal suo ideatore, Gaetano Filangieri, principe di Satriano (1824-1892), uomo di grande personalità, viaggiatore, collezionista e amante delle “arti maggiori e minori”. Filangieri si adoperò per tutelare il prezioso monumento del quattrocentesco Palazzo Como, impedendone l’abbattimento e facendone la sede della sua collezione.

Convinto sostenitore della funzione sociale dell’arte, dei musei e del collezionismo privato, realizzò in soli 6 anni, il ripristino e l’adeguamento museale del Palazzo, finanziando personalmente i lavori di riedificazione e scegliendo per la realizzazione di questo “sogno” i migliori architetti, ingegneri e artigiani. Lo destino’ alla città, e col nome di Museo Civico Gaetano Filangieri, venne aperto al pubblico nel novembre 1888.

Il Museo fu dotato di un catalogo completo che annoverava oltre 2.500 pezzi. Sede di preziose raccolte di porcellane, reperti archeologici, armi, merletti, dipinti, monete, contiene anche nella ricca biblioteca, i manoscritti della “Scienza della Legislazione” e la celebre corrispondenza del filosofo illuminista Gaetano Filangieri, suo nonno, con illustri personaggi come ad esempio Benjamin Franklin.

Il progetto del nuovo Museo si collegava al Museo Artistico Industriale Scuola Officine di Napoli, da lui stesso fondato nel 1878, insieme a Morelli e Palizzi, con il quale aveva tentato di riunire in un’unica istituzione le diverse necessità dell’epoca: l’istruzione industriale ed il design, la teoria e la pratica, il recupero del passato nelle forme e l’aggancio del futuro nelle tecniche.

ll Museo Civico arricchisce la formazione degli allievi: diventa il luogo dove studiare e copiare quei modelli, nelle varie pratiche artistiche dall’ oreficeria all’ebanisteria, dalla ceramica alla lavorazione dei metalli. Due istituzioni sono unite, grazie a Filangieri, da un unico obiettivo ideale: il museo inteso come strumento didattico, luogo di studio e di crescita per gli allievi artisti.

Durante il secolo scorso, il Museo ha avuto vicende tormentate, con alterne aperture e repentine chiusure. Nel secondo dopoguerra il Sovrintendente Bruno Molajoli riuscì a farlo riaprire. La ormai mutilata Collezione Filangieri, passata attraverso saccheggi e incendi, venne generosamente arricchita da donazioni di famiglie napoletane che consideravano quel luogo un “Museo della città per la città”.

Nel 2005 dopo anni di oblio, il Museo è stato affidato all’attuale direttore Gianpaolo Leonetti, che lo ha riaperto dopo 13 anni, grazie anche all’ intervento di validissimi membri della Sovrintendenza ai Beni Artistici di Napoli, nella primavera del 2012.

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Gaetano Filangieri
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Un Posto al Sole al Museo Filangieri


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